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Rischi online: figli più esperti dei genitori, ma le protezioni social falliscono

Quasi tutti i ragazzi usano strumenti di IA, ma i genitori non conoscono i rischi. Uno studio rivela che le protezioni dei social sono inefficaci. Come colmare il

Rischi online: figli più esperti dei genitori, ma le protezioni social falliscono

Tuo figlio ti ha mai mostrato un'immagine o un testo creato 'da solo' al computer, con una velocità e una qualità sorprendenti? Se la risposta è sì, non sei solo. I nostri ragazzi sono esploratori nativi di un mondo digitale che per noi genitori è ancora, in parte, una mappa da decifrare. Questa rapidità di apprendimento, però, li espone a rischi emergenti che spesso sottovalutiamo, creando un pericoloso divario di conoscenza tra quello che loro sanno fare online e quello che noi sappiamo dei pericoli che corrono.

Il divario di conoscenza: i nostri figli sanno più di noi?

I dati parlano chiaro e fotografano una realtà in rapida evoluzione. Secondo un recente report di Save the Children (febbraio 2026), citato dalla testata Orizzonte Insegnanti, ben il 92,5% degli adolescenti italiani utilizza già strumenti che generano contenuti in automatico. Si tratta di tecnologie potentissime che permettono di creare testi, immagini e video in pochi secondi, ma che possono anche essere usate per diffondere bufale, creare deepfake o alimentare nuove forme di cyberbullismo.

Il problema, evidenzia l'articolo, è che le famiglie italiane spesso non sono consapevoli di questa realtà. Questo divario informativo lascia i ragazzi soli di fronte a un ecosistema digitale complesso e potenzialmente dannoso. Mentre loro sperimentano e imparano, molti genitori restano un passo indietro, convinti che i pericoli siano sempre gli stessi di qualche anno fa e che le normali impostazioni di sicurezza siano sufficienti.

Le protezioni dei social non bastano: cosa dice la ricerca

L'istinto di ogni genitore è affidarsi alle barriere messe a disposizione dalle piattaforme più usate, come Instagram, TikTok o YouTube. Purtroppo, una recente ricerca condotta da studiosi della New York University (NYU) e della Northeastern University ha rivelato una verità scomoda: queste protezioni sono molto più fragili di quanto pensiamo. Lo studio, pubblicato tramite il Cybersafety Research Center e l'Heat Initiative, ha utilizzato account fittizi per simulare il comportamento di bambini e malintenzionati.

I risultati, riportati da Attualita.it, sono allarmanti. Oltre il 50% delle misure di sicurezza dichiarate dai principali social network si è dimostrato inefficace durante i test. Questo significa che, nonostante le promesse delle aziende, i minori possono essere esposti a contenuti inappropriati o contattati da sconosciuti con relativa facilità. Affidarsi unicamente a questi 'muri' digitali è come chiudere la porta di casa lasciando le finestre spalancate.

Costruire un dialogo, non solo un muro

Di fronte a barriere digitali così fragili, la soluzione non può essere solo vietare, ma educare e accompagnare. Aprire un dialogo costante sui rischi online è il primo passo fondamentale per proteggere i nostri figli. Parlare con loro di cosa fanno online, delle app che usano e delle persone con cui interagiscono crea un rapporto di fiducia che li incoraggerà a chiedere aiuto in caso di difficoltà.

A supporto di questo dialogo, esistono anche strumenti di monitoraggio e dialogo che aiutano a supervisionare senza invadere. Il Muro Sicuro di Nami Kids, ad esempio, non si limita a bloccare, ma rileva segnali di cyberbullismo o contatti sospetti e permette ai genitori di approvare ogni nuova app. Questo trasforma un potenziale divieto in un'occasione di confronto costruttivo su come usare la tecnologia in modo sicuro e responsabile.

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Domande frequenti

Quanto sono diffusi gli strumenti che creano contenuti automatici tra i ragazzi?

Sono estremamente diffusi. Un report di Save the Children del febbraio 2026, citato da Orizzonte Insegnanti, indica che il 92,5% degli adolescenti in Italia li utilizza regolarmente.

Le impostazioni di sicurezza dei social network sono affidabili per i minori?

Purtroppo non del tutto. Secondo uno studio condotto da ricercatori della New York University e della Northeastern University, oltre la metà delle misure di sicurezza dichiarate dalle principali piattaforme si è rivelata inefficace nei test sul campo.

Quali sono i principali rischi online emergenti per i più giovani?

Oltre al cyberbullismo, le fonti evidenziano una crescente preoccupazione per la diffusione di contenuti dannosi, bufale (fake news) e deepfake, resi più facili da creare e diffondere proprio dalle nuove tecnologie generative.

Fonti

Nami è su Google Play: decidi tempi e app di tuo figlio dal tuo telefono.

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