COMUNICATO STAMPA
App usate dai bambini: il 77% di quelle mainstream dice di condividere i dati con altre aziende per la pubblicità, contro il 21% di quelle pensate per loro
Indice Nami sulla Sicurezza Digitale: 257 app analizzate in Italia. Le etichette privacy degli store vanno, in media, nella stessa direzione del codice delle app, con eccezioni. E nel codice c'è un salto netto: nessuna delle 60 app Android esaminate contiene fra 17 e 24 componenti di terze parti
Milano, 22 ottobre 2026 — Le app pensate per i bambini dichiarano di condividere i dati degli utenti con altre aziende a fini pubblicitari nel 21% dei casi. Le app mainstream che i bambini usano di fatto, nel 77%. Fra i giochi popolari la quota è del 76%, fra le app per imparare del 16%. È il risultato principale dell'Indice Nami sulla Sicurezza Digitale, che ha analizzato 257 tra le app più usate in Italia da bambini e ragazzi, divise in due insiemi: le app pensate per i bambini e le app mainstream che i minori usano di fatto (le versioni iPhone e Android della stessa app sono contate a parte, perché hanno etichette diverse). Apple e Google non definiscono il tracciamento allo stesso modo: la differenza è netta su App Store (11,8% contro 81,4%) che su Google Play (40,5% contro 64,1%), dove con poche decine di app per gruppo potrebbe dipendere anche dal caso.
Quando un genitore scarica un'app per suo figlio ha due sole informazioni: la categoria dello store e l'etichetta privacy* che l'app pubblica di sé. Nessuna delle due è verificata dallo store. Per questo, per le app Android, le dichiarazioni sono state confrontate con i componenti di terze parti* effettivamente presenti nel pacchetto, usando le analisi tecniche pubblicate da Exodus Privacy, associazione no-profit francese.
Le due misure, etichetta dichiarata e codice presente, concordano: le app che dichiarano di tracciare contengono in media 16,6 componenti, quelle che dichiarano di non farlo 4,6. È la ragione per cui i numeri di questo Indice sono verificabili e non soltanto dichiarati.
Il codice mostra anche una forma che la media nasconde. Ordinando le 60 app Android per numero di componenti presenti, il campione si spezza in due: 42 app ne contengono 16 o meno, 18 ne contengono 25 o più, e fra 17 e 24 non ce n'è nessuna. È un'osservazione fatta guardando i dati, da confermare nelle prossime edizioni.
La stessa frattura attraversa le app pensate per i bambini. Di 25 app per bambini analizzate tecnicamente, 22 stanno nella parte bassa — e 14 di esse contengono soltanto strumenti tecnici, senza alcun componente pubblicitario o di profilazione. Le altre 3 ne contengono quanti i giochi popolari. Sono poche, e il risultato dipende da come sono state assegnate al gruppo: lo trattiamo come un dato da verificare nelle prossime edizioni.
I numeri in sintesi
La differenza tra i due mondi — 257 app, dato verificabile per 256 (copertura 99,6%)
- App pensate per i bambini che dichiarano tracciamento pubblicitario: 21%
- App mainstream che i bambini usano di fatto: 77%
- Le app per imparare dichiarano molto meno tracciamento dei giochi popolari: 16% contro 76%
La stessa differenza, misurata nel codice — 60 app Android con analisi tecnica dal 1 gennaio 2025 in poi
- App per bambini: in media 6,4 componenti di terze parti (mediana 3), su 25 app
- App mainstream usate dai bambini: 15,9 (mediana 12), su 35 app
- Circa due volte e mezzo di differenza, che sopravvive a ogni restrizione temporale
Cosa dichiarano di raccogliere
- Più della metà delle app raccoglie informazioni personali (56%) e la posizione (51%)
- Tra le sole app Android analizzate, il 29% dichiara di condividere la posizione con altre aziende
- Sempre tra le sole app Android analizzate (n=77), il 44% chiede almeno un permesso invasivo*
Che tipo di componenti — 60 app Android
- 93% contiene almeno un componente di misurazione d'uso; la metà (50%) almeno uno pubblicitario
- 38% contiene almeno un componente che Exodus classifica come di profilazione* — ma il dato si concentra da un lato: 16,0% tra le app per bambini, 54,3% tra le mainstream
- 21 app (35%) contengono soltanto strumenti tecnici (misurazione d'uso e segnalazione errori) e nessun componente pubblicitario, di profilazione o di identificazione. Tra le app per bambini la quota sale al 56%, contro il 20% delle mainstream
- Il componente più diffuso in assoluto non è pubblicitario: è Firebase Analytics (82%), libreria di misurazione d'uso di impiego generale nello sviluppo Android. Il componente pubblicitario dello stesso fornitore, AdMob, è presente nel 45%
- Molti altri componenti pubblicitari, tra cui Unity3d Ads (37%), Pangle (35%) e AppLovin (35%), sono presenti in circa un'app su tre. I nomi sono quelli del catalogo pubblico di Exodus Privacy, verificabili referto per referto
Le privacy policy — 230 documenti analizzati (89,5% del campione)
- Contengono in media il 57,0% delle dieci informazioni che ci aspettiamo in una policy rivolta anche ai minori
- Solo il 26,5% descrive come funziona il consenso dei genitori — e la quota resta sotto un terzo (32%) persino tra le app pensate espressamente per i bambini
Un vuoto fra 17 e 24 componenti
Ordinando le 60 app Android per numero di componenti di terze parti, emergono due gruppi separati da un vuoto:
| Componenti presenti | App | % |
|---|---|---|
| nessuno | 4 | 6,7% |
| da 1 a 9 | 33 | 55,0% |
| da 10 a 19 | 5 | 8,3% |
| da 20 a 24 | 0 | 0,0% |
| 25 o più | 18 | 30,0% |
La soglia non è scelta da noi: è il salto più ampio fra due valori effettivamente presenti nel campione. Sotto ci sono 42 app (70%), sopra 18 (30%), e fra 17 e 24 componenti non c'è nessuna app.
Dentro l'insieme delle app per bambini la proporzione è 22 a 3 (12,0% nella parte alta); fra le mainstream si ribalta: 15 su 35 (42,9%).
Il dato è compatibile con l'idea che gli strumenti pubblicitari si adottino a pacchetti, ma non ne indica la causa. I numeri mostrano la distribuzione, non la causa, e sono osservati su 60 app: descrivono il campione, non il mercato.
Dove etichetta e codice non coincidono
In 7 delle 22 app Android che non dichiarano di condividere dati per la pubblicità il codice contiene comunque un componente pubblicitario riconosciuto. Non basta per dire che l'etichetta è falsa: il componente può essere presente senza essere usato, oppure la versione analizzata può essere diversa da quella descritta. È un'incoerenza da approfondire, non una scoperta. Di queste, 2 sono app dell'insieme pensato per i bambini e 5 sono mainstream. I casi non si somigliano: si va da pacchetti con pochi componenti, di cui uno solo pubblicitario, fino a pacchetti con molti componenti pubblicitari.
Il confine va segnato in tutte e due le direzioni. La presenza di un componente non prova che stia trasmettendo dati, né che l'app violi alcunche': un componente può essere incluso e non attivato, e l'analisi statica non distingue i due casi. Ma vale anche il contrario: l'etichetta da sola non permette a un genitore di distinguerli. La distanza fra le due dichiarazioni pubbliche si misura; la sua spiegazione no.
Cosa non stiamo dicendo
Questo studio non valuta se le app rispettano la legge e non stabilisce alcun legame tra le pratiche sui dati e un danno concreto per un bambino. Descrive, con criteri identici per ogni app, cosa le app dichiarano e cosa contengono. Nessuna app è nominata: l'analisi è aggregata per categoria.
Sul nostro campione le etichette degli store vanno, in media, nella stessa direzione del codice, con alcuni casi da approfondire (vedi sopra). E sono difficili da leggere e da confrontare proprio nel momento in cui servirebbero.
Il commento
Mirko Evangelisti, founder di Nami Kids: «La buona notizia è che l'etichetta "per bambini" conta: quelle app dicono di usare molto meno i dati per la pubblicità, e nel codice delle app Android lo vediamo anche nei componenti che contengono. Ma i bambini non usano solo app pensate per loro: usano anche giochi e social fatti per tutti, e lì i numeri cambiano parecchio.»
In pratica, cosa può fare un genitore
- Guarda prima di scaricare. App Store ("Privacy dell'app") e Google Play ("Sicurezza dei dati") mostrano a chiunque cosa un'app raccoglie e condivide: è la stessa fonte di questo studio.
- Controlla i permessi nelle impostazioni e togli quelli che non c'entrano con la funzione. Un gioco che chiede la rubrica o la posizione di solito funziona lo stesso.
- A parità di intrattenimento, la categoria conta. Un'app per imparare, in media, dichiara molto meno tracciamento e condivisione di dati.
- L'etichetta "per bambini" aiuta, ma i bambini usano anche altre app. È su quelle che vale la pena guardare con più attenzione.
Glossario (termini contrassegnati con * nel testo)
Le sei categorie di app — App per imparare: fatte per insegnare lettere, numeri, lingue e altre materie; Giochi popolari: i giochi più diffusi tra bambini e ragazzi, fatti per divertire e non per insegnare; Social, chat e community: pensati per tutti, ma molto usati anche dai ragazzi; Video per bambini: app di video e streaming con contenuti o profili dedicati ai bambini; Giochi per creare e costruire: giochi in cui si costruiscono mondi, si crea o si simula la vita reale; App di cartoni e personaggi: app ufficiali di personaggi dei cartoni animati e di marchi di giocattoli.
Etichetta privacy — La scheda che ogni app deve pubblicare sullo store per dichiarare quali dati raccoglie e con chi li condivide. Si chiama "Privacy dell'app" su App Store e "Sicurezza dei dati" su Google Play. È scritta dallo sviluppatore e non è verificata dallo store: è esattamente il motivo per cui abbiamo cercato un secondo metro di misura.
Componente di terze parti (SDK) — Un pezzo di software prodotto da un'altra azienda che lo sviluppatore inserisce nella propria app per aggiungere una funzione già pronta: mostrare pubblicità, contare quante persone usano l'app, segnalare gli arresti improvvisi. Alcuni di questi componenti sono pensati per raccogliere informazioni sull'uso dell'app.
Profilazione — Raccogliere e collegare fra loro i comportamenti di una persona per costruirne un profilo e prevederne interessi o reazioni. La classificazione è quella di Exodus Privacy.
Permesso invasivo — In questo studio: rubrica dei contatti, posizione, telefono, SMS e identificativi di chiamata. Sono esclusi microfono e fotocamera, che in molte app servono davvero. "Non evidentemente necessario" non significa "illegale".
Note per la redazione (note-to-editors)
Chi. Nami Kids (Nami Group S.r.l.), il parental control educativo: una realtà italiana che si occupa di sicurezza e benessere digitale delle famiglie. La sua app per le famiglie arriverà a breve su Google Play. L'Indice Nami sulla Sicurezza Digitale è concepito come appuntamento ricorrente (trimestrale) per misurare nel tempo come cambiano le pratiche.
Per citare lo studio: https://namikids.app/indice/2026-1
Campione. 257 app (180 iOS, 77 Android) selezionate sullo store italiano. Il campione è curato a mano e dichiarato come tale, non una classifica per download: le classifiche generaliste sono dominate da app per adulti, mentre quelle della sola sezione per bambini escludono per costruzione le app mainstream che i minori usano di fatto. Ogni app porta un frame: per_bambini (114) o mainstream_minori (141); 2 casi non attribuibili sono esclusi dai confronti tra frame.
Fonti. Esclusivamente dati pubblici e obbligatori: etichetta privacy di App Store, sezione "Sicurezza dei dati" e permessi di Google Play, testi delle privacy policy, metadati di scheda. Per il capitolo tecnico: Exodus Privacy (reports.exodus-privacy.eu.org), che pubblica analisi statiche dei pacchetti di installazione Android. Nessun dato personale di utenti reali è stato trattato: l'oggetto dell'analisi sono le app, non le persone.
Periodo di rilevazione. 8 settembre 2026 per etichette, permessi, policy e interrogazione Exodus. I referti tecnici utilizzati vanno dal 25 marzo 2025 al 8 settembre 2026.
Freschezza dei dati tecnici — nota di trasparenza. I report di Exodus Privacy sono prodotti dalla community, quindi ogni app è analizzata in un momento diverso e i report non sono contemporanei fra loro. Sui 73 report disponibili per il nostro campione, 13 erano anteriori al 1 gennaio 2025 — e 12 di questi riguardavano app della categoria "per bambini". Poiché il numero di componenti di un'app può cambiare nel tempo, quei report avrebbero potuto falsare il confronto; tenerli avrebbe ampliato la differenza che riportiamo (vedi i numeri qui sotto). Per questo tutte le cifre tecniche si riferiscono ai soli report dal 1 gennaio 2025 in poi (60 app). Per piena trasparenza: sull'intera base disponibile la differenza risulterebbe 5,8 contro 15,6 componenti; sulla base ristretta è 6,4 contro 15,9; restringendo ai soli report del 2026 sarebbe 6,7 contro 15,4. Il risultato regge a ogni restrizione. Il dataset completo, con la data di analisi di ogni singolo report, è disponibile ai giornalisti su richiesta.
Copertura — la regola d'oro. Se un dato non è osservabile pubblicamente è marcato "non disponibile", mai "assente". Coperture principali: tracciamento pubblicitario 99,6%; privacy policy 89,5%; capitolo tecnico 60 app sulle 77 Android del campione.
Limiti dichiarati.
- Metriche solo Android: condivisione per categoria di dato, permessi, installazioni e l'intero capitolo tecnico. Vanno citate come "app Android analizzate", mai come intero campione.
- "Tracciamento" non è definito in modo identico da Apple ("Dati usati per tracciarti") e da Google ("dati condivisi per Pubblicità o marketing"): concetti vicini, non sovrapponibili.
- La presenza di un componente nel codice non prova che stia trasmettendo dati. Si scrive "contiene", mai "invia".
- Nessun accertamento legale. L'indice di completezza delle policy (57,0%) misura quanti elementi attesi sono presenti nel testo: è un segnale osservabile, non un giudizio di (non)conformità.
- Nessun nesso causale tra pratiche sui dati e danno per il minore è affermato o implicato.
- Categorie con meno di 10 app non sono citate in percentuale. Nel capitolo tecnico restano citabili solo app per imparare ed giochi popolari. Escluse: giochi per creare e costruire (n=9), app di cartoni e personaggi (n=2), social, chat e community (n=7), video per bambini (n=6).
- L'assegnazione ai due insiemi segue la destinazione dichiarata dallo sviluppatore e la collocazione nello store, non l'età effettiva di chi usa l'app, che dall'esterno non è osservabile. L'insieme "pensate per i bambini" può quindi comprendere app il cui pubblico reale, che non conosciamo, è più ampio. È il punto su cui il risultato della polarizzazione interna è più sensibile: poggia su 3 app, e una diversa attribuzione di quei casi ne cambierebbe la lettura. L'assegnazione di ogni singola app è nel dataset ed è contestabile.
- I nomi dei componenti di terze parti sono quelli del catalogo pubblico di Exodus Privacy, verificabili referto per referto. Nominarli descrive quali librerie sono presenti nei pacchetti: non implica una condotta illecita del fornitore, e non viene fatta alcuna affermazione sulla base del paese in cui il fornitore ha sede.
- Il "salto" fra 17 e 24 componenti e il filtro sui referti più vecchi sono stati individuati dopo aver visto i dati: sono risultati esplorativi, da confermare nelle prossime edizioni.
- Il campione è scelto, non estratto a caso: partiva da 331 schede, 74 non sono entrate nell'analisi (57 del gruppo per bambini). Descrive queste app, non tutto il mercato.
- Su Android contiamo i dati che l'etichetta dichiara condivisi per la pubblicità, non quelli dichiarati soltanto come raccolti: la quota Android può quindi sottostimare l'uso pubblicitario.
- Le privacy policy sono lette con regole di testo non validate a mano; le dieci informazioni cercate sono uno standard scelto da noi, non un elenco di obblighi di legge.
Riproducibilità. Tutti gli aggregati escono da codice deterministico e conservato, e questo comunicato è generato da uno script che legge i file di risultato: il modello linguistico non calcola percentuali e non le trascrive. Un controllo di integrità interno, separato dalla stesura, è stato eseguito prima della diffusione (05_verifica.md), con ricalcolo delle cifre headline a partire dai dati grezzi.
Verifica e diritto di replica. Lo studio è aggregato: nessuna app è nominata nell'output pubblico. Il dataset per-app, con il link pubblico di verifica di ciascuna scheda e la data di ogni analisi tecnica, è disponibile ai giornalisti su richiesta, previo accordo di non pubblicazione dei nomi. Le app analizzate hanno diritto di replica: correzioni documentate entrano nell'edizione successiva.
Contatti stampa. Mirko Evangelisti — team@namikids.app — +39 331 169 2850
Appendice — tabelle dati
Tabella 1. Tracciamento pubblicitario dichiarato, per categoria (n=257)
| Categoria | Destinazione | n | Dichiara tracciamento |
|---|---|---|---|
| Social, chat e community | mainstream | 27 | 77,8% |
| Giochi popolari | mainstream | 101 | 76,2% |
| Video per bambini | per bambini | 23 | 39,1% |
| Giochi per creare e costruire | mista | 35 | 35,3% |
| App di cartoni e personaggi | per bambini | 15 | 33,3% |
| App per imparare | per bambini | 56 | 16,1% |
| Intero campione | 257 | 52,0% |
Tabella 2. Il confronto tra i due mondi (etichette dichiarate)
| Metrica | App per bambini (114) | Mainstream usate dai minori (141) |
|---|---|---|
| Dichiara tracciamento pubblicitario | 21,2% | 76,6% |
| Dichiara di raccogliere la posizione | 31,9% | 66,7% |
| Dichiara di raccogliere informazioni personali | 48,7% | 62,4% |
| Policy: descrive il consenso dei genitori | 31,6% | 23,1% |
| Policy: completezza media | 53,7% | 59,5% |
Tabella 3. Lo stesso confronto, misurato nel codice (60 app Android, report dal 1 gennaio 2025)
| n | Media componenti | Mediana | |
|---|---|---|---|
| App per bambini | 25 | 6,4 | 3 |
| di cui: app per imparare | 10 | 6,1 | 2,5 |
| Mainstream usate dai minori | 35 | 15,9 | 12 |
| di cui: giochi popolari | 26 | 18,6 | 25,5 |
Tabella 4. Portata del campione (installazioni dichiarate, solo app Android)
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Installazioni sommate (app Android analizzate) | ~91,5 miliardi |
| App oltre 1 miliardo di installazioni | 12 |
| App oltre 100 milioni | 44 |